Transizione Ecologica

Convertire la luce solare in elettricità su larga scala: opportunità e sfide per la Valle del Simeto

Autore

Samadhi Lipari

Data di pubblicazione

Convertire la luce solare in elettricità su larga scala: opportunità e sfide per la Valle del Simeto


Parte della ricerca si concentra sulla produzione di energia fotovoltaica nella Valle del Simeto. In particolare, a essere indagate sono le interazioni tra la produzione di elettricità fotovoltaica su scala industriale e la vita umana e non umana nella Valle del Simeto.


La superfice interessata da questo processo è enorme. Stando ai progetti in campo, 2000 e 3000 ettari di terra coltivata a cereali o agrumi sarà coperta nei prossimi decenni da pannelli fotovoltaici, configurando una vera e propria “monoculutura di silicio”.


È un cambiamento strutturale di lungo termine che la Valle si appresta a compiere, un po’ in sordina, benché porrà sicuramente molte sfide. Se si tiene in considerazione la distribuzione della ricchezza prodotta, per esempio, tre punti chiave mostrano come poca della ricchezza prodotta rimanga in loco: 


I profitti vanno altrove: la stragrande maggioranza le aziende che investono in questi impianti solari provengono dal Nord Italia o da Paesi esteri, non dal territorio o dalle aree limitrofe.

Pochi posti di lavoro vengono creati per il territorio: l’impatto sul mercato del lavoro locale è trascurabile. I posti di lavoro vengono per lo più creati nella fase di costruzione degli impianti, e sono quindi destinati a essere temporanei. Inoltre, le imprese appaltatrici prevengono quasi sempre da altre regioni o dall’estero. Per di più, raramente impiegano lavoratori locali, necessitando di figure specializzate che riescono a trovare solo altrove.

Pochi introiti per gli enti locali: non più del 3% dei ricavi netti degli impianti solari può rimanere agli enti locali per legge. 


Inoltre, un quadro normativo opaco e piuttosto incoerente lascia alle popolazioni locali poca voce in capitolo nel processo decisionale riguardante la costruzione di nuovi impianti fotovoltaici, specialmente in materia di localizzazione e grandezza. Le possibilità per le comunità di formare un’opinione informata e d’intraprendere azioni organizzate sono scarse. Di conseguenza, la capacità delle comunità locali di identificare e mitigare i rischi posti da questi impianti per l’ecosistema, la biodiversità e il patrimonio culturale sono deboli.


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